MILAN, italy

Trans e gay nella storia. Essere “arcobaleno” adesso è una moda, quasi un modo per sentirsi moralmente superiori agli altri, più “open-minded”, per differenziarsi dai “fascisti”. Altre volte ancora ci si impone di diventare gay  o transessuali semplicemente perché si soffre segretamente di crisi di identità ben più profonde che non rappresentano certamente una vera e propria inclinazione affettiva. Ci fu un tempo però in cui essere omosessuali era una faccenda seria e meritevole di vero rispetto e non un fenomeno folkloristico come lo è ora.

Di personaggi trans, gay, lesbo, bisex, pansex, genderfluid che hanno lasciato un importante segno nella storia ce ne sono una infinità; alcuni di questi non l’hanno mai ammesso, ma ormai, visto come è strutturata la stampa e la Tv (come Netflix) negli ultimi anni, siamo costretti a credere che avessero il vizietto, per forza.

Trans e gay nella storia: Alessandro Magno

Recentemente ad un alunno che stava portando degli esami orali fu imposto di dire che Alessandro Magno era gay, a pena di una bocciatura. Pare infatti che per i professori sia più importante sapere con chi il grande stratego andasse a letto, che le grandi imprese di cui si rese protagonista.

In effetti le fonti che abbiamo a disposizione ci dipingono un uomo molto libertino e libero. Non si limitava però a divertirsi con gli uomini, ma anche con quelle altre strane e noiose creature tipo le donne. Incredibile a dirsi!
Tra le relazioni lussuriose del grande militare macedone, ci fu quella con Efestione, un generale che non ne poteva più di masturbarsi per mesi ed anni quando stava nell’esercito e che, per questo motivo, accettò le avance di Alessandro, il quale pare che di “magno” avesse anche altro.

Famosa è anche la sua relazione peccaminosa con Bagoas, un ragazzino a cui avevano imposto l’evirazione e che quindi era diventato l’oggetto sessuale un po’ di tutti nella truppa, grazie anche ai suoi modi di fare molto cortesi ed affabili. Alla fine il povero adolescente era un escort disponibile e tutti se ne servivano. Il suo orientamento sessuale era semplicemente frutto di una castrazione e di una sopraffazione sociale, non certo di una libera scelta, e nonostante questo, ai gay odierni piace fantasticare sull’amore puro e vero di un soldato nei confronti di qualcuno che fu a tutti gli effetti semplicemente una vittima del sistema.

Trans e gay nella storia: Leonardo da Vinci

Tutti sanno che il grande Leo fosse gaio. E non può essere altrimenti. Un uomo così geniale, così diverso dalla massa incolta, doveva per forza avere anche gusti sessuali di un certo tipo, mica grezzi e “normali”. Che volgarità sarebbe stato per lui andare semplicemente ad accompagnatrici, nevvero?

Un famoso giornalista, ovviamente gay, ha dichiarato che l’orientamento sessuale di Leonardo oltrepassava il genere, per approdare a fantasie sessuali con esseri androgini di altri mondi. In diversi suoi dipinti sono raffigurati degli angeli il cui sesso è impossibile da determinare. Ma da quando gli angeli hanno un sesso? Ciò è bastato per determinare l’omosessualità di Leonardo a livello globale.

Trans e gay nella storia: la regina Cristina di Svezia.

La regina Cristina fu una donna disperata vissuta nel 1600. Ovviamente I gay sono convinti che fosse lesbica perché costretta a vivere sempre con la sua dama di compagnia, tale Ebba Sparre che, sempre ovviamente, doveva essere per forza di cose bellissima e perversa, se no la storia non avrebbe retto.

Pare insomma che la regina Cristina scrisse a questa amica tantissime lettere affettuose. Niente di erotico, ma i soliti omosessuali letterati, hanno voluto dipingerla in questo modo. Per loro è inconcepibile un’amicizia profonda che non sfoci nel sesso. Combattono tanto contro il patriarcato, ma poi si comportano nella stessa maniera di coloro da cui rifuggono.

Sta di fatto che Cristina fu solo una donna che non ne poteva più delle etichette, dei maschi ignoranti e scontati, che si tagliò i lunghi capelli e che viaggiò in tutta Europa, e solo per questo definita lesbica…dagli uomini.

Trans e gay nella storia: Abraham Lincoln

Abraham Lincoln fu il sedicesimo presidente degli Stati Uniti.
Varie le fonti garantite da esimi omosessuali che rivelano quanto egli fosse “fru fru”.
Anche se era sposato egli visse un’amicizia particolare con un uomo, ovviamente descritto, tanto per cambiare, come bello, muscoloso, peloso e forse anche di colore, nonché superdotato.

Lincoln scelse di trascorrere alcuni mesi ogni anno con il proprio amico Fry Speed, il tutto pur di stare lontano dalla sua mogliettina brutta e grassa e colpevole di voler badare solo ai figli.

Altra prova ritenuta inconfutabile dai gay di regime, è che Lincoln fosse omosessuale in quanto non ebbe mai amanti donne. Magari perché pensava alla carriera, magari perché aveva a cuore il destino del suo paese, magari perché i suoi obbiettivi esistenziali non si limitavano a scopare con ogni oggetto semovibile, no?

Trans e gay nella storia: Luchino Visconti

Luchino Visconti fu invece un vero gay che fece outing senza dover lasciare tracce occulte della sua sessualità a chicchessia.
Fu fidanzato con un artista tedesco per diversi anni senza nascondersi, ebbe poi diverse avventure tra cui quella con Umberto Monaldi.
Nei suoi film la tematica omo è chiara senza filtri
come in “Morte a Venezia”.

Trans e gay nella storia: Hans Christian Andersen

Anche l’autore de “La sirenetta” fu un omosessuale vero, non presunto.
Si innamorò pazzamente di un amico, Edvar Collin, il quale non corrispose mai ai suoi sentimenti.

Andersen gli scrisse lettere d’amore dal significato chiaro e cristallino: “Ti desidero come se tu fossi una splendida fanciulla della Calabria”.

 

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